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Digital Systems Review

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Digital System Review

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DIGITAL SYSTEMS REVIEW
RECENSIONE DEI PRINCIPALI SISTEMI DIGITALI


di Roby Rocks
pubblicato su
www.robyrocks.it
il 21 Dicembre 2019

Nel mercato esistono innumerevoli sistemi digitali, dal più evoluto al meno conosciuto, dal più complesso al più ingombrante. Sono talmente tanti (considerando anche quelli meno conosciuti o diffusi) che non ho avuto modo di provarli tutti. In questa breve recensione e overview voglio dare la mia opinione a tutti quei sistemi che ho utilizzato e avuto modo di provare. Tengo a precisare che questa non è la Bibbia e che queste considerazioni sono del tutto personali e partorite dalla mia personale esperienza con i seguenti prodotti.
Innanzitutto io suddivido i sistemi digitali in
3 categorie: sistemi digitali Entry-Level, sistemi digitali Semi-Professionali e sistemi digitali Professionali. Anche in questo caso questa suddivisione è strettamente personale ed è il mio modo per suddividere i vari prodotti in una scala di Qualità e Prezzo.

Sistemi Entry-Level

E’ la categoria più affollata, dove si trovano la maggior parte dei prodotti provenienti da aziende non specializzate nel digitale, ossia aziende che producono anche molto altro e non solamente pedaliere multieffetto. Questa è la categoria dove i costi sono contenuti e il budget di spesa si aggira dai 50 ai 500 euro.
Questi prodotti sono consigliati a chi si affaccia per la prima volta al mondo digitale e, non sapendo se sarà odio o amore, vuole contenere la spesa, o a tutti quelli che non intendono impegnarsi in macchine più complesse, o semplicemente necessitano di un semplice sistema digitale da portare comodamente in giro. Entry-level non significa per forza “suona male, ma semplicemente che sono macchina con una potenza di calcolo limitata, dal costo e dalle dimensioni contenute, utili proprio per chi non ha grandi necessità. Queste sono quelle che ho usato e ho avuto modo di conoscere:

NUX CERBERUS
Il Cerberus prodotto da Nux è una pedaliera con uno chassis in metallo, molto robusta e resistente. Se la gettate per terra è molto più probabile che si rompano le mattonelle che non la Cerberus. Compatta, solida con 6 footswitch la Cerbersus non è un Amp Modeller. La stessa Nux la definisce “un insieme integrato di effetti”; in sostanza è come prendere alcuni pedalini e unirli tutti insieme in un’unica scatola. E’ pensata e ideata per lavorare al meglio con gli amplificatori, ma può essere collegata direttamente ad un impianto anche se è consigliabile aggiungere un Preamp esterno dal momento che non è incluso. Ha tutti gli effetti di cui un chitarrista ha bisogno, Boost, Overdrive, Distotion, Modulazioni, Delay e Riverberi. Il tutto è controllato da knows e switch fisici a portata di mano ma anche da un Editor da PC. E’ possibile caricare IR (con delle limitazioni), si possono salvare e richiamare i propri Preset e ha un vasto parco di connessioni che la rendono molto versatile.
Purtroppo i footswitch avvolte non funzionano bene e danno un falso-contatto forse dovuto alla realizzazione con parti economiche. Gli effetti
Overdrive e Distortion sono analogici ma risultano freddi e poco convincenti, soprattutto con pickup low-output. Il prezzo di mercato odierno si aggira sui 170 euro.
Io la consiglio a chi suona con un amplificatore, e non ha bisogno di grandi suoni elaborati. Per dirla schietta: a chi pensa più a suonare che non a “spippolare”.
Per saperne di più l’ho recensita in questo video:
https://youtu.be/4D65D5hMQZI

MOOER GE200
La GE200 è probabilmente la pedaliera più riuscita e apprezzata che Mooer abbia prodotto. Le successive incarnazioni come la GE250 o GE300 sono di fatto evoluzioni della stessa. Realizzata in metallo è molto robusta. Presenta 3 footswitch per il cambio dei preset e l’attivazione degli effetti, una serie di pulsanti luminosi (uno per ogni blocco effetto) ed un pedale di espressione integrato al quale è possibile assegnare a qualsiasi parametro si voglia controllare. Il piccolo schermo a LCD a colori è molto chiaro e comprensibile. E’ a tutti gli effetti un Amp Modeller ed è stata progettata per essere usata direttamente nell’impianto. La forza di GE200 sta nelle dimensioni che la rendono trasportabile anche nella tasca di una custodia per chitarra e comoda per lo studio e la pratica in salotto. E’ possibile realizzare i propri preset in maniera molto semplice sia direttamente dalla macchina che dal Editor per PC incluso, è completa di Looper e di Drum Machine utili proprio per l’esercizio in casa e si possono caricare IR (purtroppo solamente 10). E’ possibile collegarci un ulteriore pedale di espressione esterno e ha anche le connessioni miniJack per Aux-In e uscita Cuffie. GE200 può fungere anche da Scheda Audio USB se collegata ad un computer.
Il punto debole è proprio nella connettività infatti GE200 presenta solamente 2 Output Jack (L e R) ed è sprovvista di uscite ausiliarie o un ingresso MIDI. Cosa, quest’ultima, che sarebbe stata molto utile per poter controllarla tramite una pedaliera MIDI vista la scarsa quantità di footswitch (di cui solo 1 è liberamente assegnabile). Altro punto a sfavore, ma che è giustificato dal prezzo, è la qualità delle simulazioni, purtroppo per quanto ci si possa impegnare i suoni risulteranno sempre un po’ plasticosi e soprattutto compressi (ossia con poca dinamica). Il prezzo odierno di mercato è di circa 280 euro.
La consiglio vivamente a chi si avvicina per la prima volta al digitale perchè
è il gusto compromesso tra qualità e prezzo in questa categoria, e a tutti quelli che necessitano di un modeller piccolino, semplice da utilizzare, per suonare in casa o anche solo per studio e pratica.
Per saperne di più l’ho recensita in questo video:
https://youtu.be/hZJ22oZDlko

HOTONE AMPERO
Ampero è uscita nel febbraio del 2019 e prodotta da Hotone proprio per essere la diretta concorrente di GE200, e ci è riuscita alla grande!
Dalle dimensioni e fattezze simili alla sorella GE200 è realizzata in metallo, presenta 4 footswitch e un pedale di espressione integrato. Ha un piccolo
schermo touch LCD a colori che di fatto è il cuore di tutto Ampero. Attualmente Ampero insieme a Headrush sono le uniche pedalboard ad essere dotate di schermo touch, utile per non dire essenziale alla realizzazione dei propri preset. Presenta moltissimi modelli di amplificatori, cabinet ed effetti, la possibilità di realizzare le proprie catene e di distribuire a piacere i vari blocchi effetto. I 4 footswitch a differenza della GE200 sono liberamente assegnabili (con qualche piccola limitazione). Tre manopoline sotto lo schermo ci permettono di controllare 3 parametri scelti da noi e il pedale di espressione può controllare qualsiasi cosa desideriamo, ed è possibile collegarne un’altro esternamente. Ampero può caricare Impulse Response ma anche in questo caso, come per la GE200, solamente 10. Possiede anch’essa un looper e una drum machine ed è possibile gestirla e realizzare i preset direttamente dalla macchina o dal Editor per PC. Ampero inoltre può fungere anche da Scheda Audio USB se collegata ad un computer. Il punto forte di Ampero sono i footswitch e le Knobs liberamente assegnabili, e il comparto connessioni. Ampero infatti non ha nulla da invidiare ai sistemi di fascia più alta e presenta tre diversi livelli di input, doppie uscite Jack e XLR, Aux In, Cuffie e un ingresso MIDI IN che ci permette di poter controllarla con un Controller MIDI.
Il principale punto debole è proprio lo schermo; comodo per la sua funzione Touch risulta davvero troppo piccolo ed alla lunga, dopo un uso continuativo, diventa stancante e si finisce col preferire l’Editor da PC. Le simulazioni risultano sicuramente migliori di GE200, soprattutto negli amplificatori, ma alcuni effetti come le modulazioni e i riverberi risultano spesso troppo invasivi o poco credibili, ma essendo giovane e in continuo aggiornamento possiamo ben sperare in futuri miglioramenti.
Il prezzo di mercato ad oggi si aggira sui
400 euro.
Io la consiglio, come per la GE200, per chi vuole avvicinarsi al mondo del digitale ed è disposto a spendere qualcosa in più, oppure a chi necessita di una pedaliera da poter collegare direttamente all’impianto ed ha bisogno di qualche connessione in più, o anche come semplice
sistema di backup (o “muletto” che dir si voglia).
Per saperne di più l’ho recensita in questo video:
https://youtu.be/8lIyeiFJnhw

LINE6 HX STOMP
Probabilmente il sistema digitale con le simulazioni migliori per questa categoria.
Line 6 HX Stomp infatti
ha la stessa quantità e qualità di simulazioni ed effetti presenti nell’ammiraglia Helix Floor! Il tutto in una dimensione veramente ridotta, grande come due pedalini Boss.
HX Stomp è realizzato in metallo ed è molto robusto e resistente, frontalmente presenta un piccolo schermo LCD a colori con 3 Knobs utili per la regolazione dei parametri e altri pulsanti ed encoder per l’editing dei preset e la navigazione nel menù. Presenta 3 footswitch con led colorato
liberamente assegnabili e la possibilità di collegare un pedale di espressione esterno. Nonostante le dimensioni veramente contenute ha un comparto connessioni di tutto rispetto anche se solamente di tipo Jack: 1 ingresso (L e R), 1 uscita (L e R), send/return che si può usare anche come Aux-In, uscita cuffie, MIDI IN e MIDI OUT. Sebbene abbia trovato largo uso nelle pedaliere accanto a pedalini analogici ed usato per lo più per integrare gli effetti esistenti, è a tutti gli effetti un Amp Modeller con tutte le simulazioni di Amp e Cab di Helix, e può benissimo essere usato per contro proprio, inoltre è possibile caricare fino a 128 Impulse Response da terze parti.
Naturalmente le ridotte dimensioni non limitano solo il numero di footswitch e di connessioni disponibili, ma anche il processore interno è ovviamente molto meno potente delle sorelle maggiori Helix e Helix LT. I preset creati con HX Stomp infatti hanno un
limite di 6 blocchi, il che si traduce in limitate possibilità creative. Si pensi, per fare un esempio, di creare un preset con almeno 1 Amp, 1 Cab e 1 Riverbero: abbiamo già usato 3 dei 6 blocchi disponibili. HX Stomp può fungere anche come scheda audio USB se collegata al computer e l’editing dei preset può essere fatto anche dal Editor per PC fornito gratuitamente.
Dal momento che è equipaggiata con lo stesso software di Helix (sebbene depotenziato)
l’editing dei preset richiede una conoscenza leggermente superiore rispetto alle altre macchine della categoria. Sicuramente il piccolo schermo e i pochi controlli rendono l’editing on-board leggermente ostico, ma con l’Editor da PC tutto è più immediato (Newbie attenzione: ho tetto “immediato” non “semplice”). Il prezzo medio di mercato attualmente si aggira sui 490 euro.
Consiglio HX Stomp a chi già mastica un po’ di digitale in quanto
è una macchina un po’ più complessa da programmare rispetto alle altre. E’ consigliata anche a chi utilizza un routing o una catena effetti relativamente semplice e a tutti quelli, anche più esperti, che voglio integrare la propria pedalboard analogica.

Sistemi Semi-Professionali

Questa categoria è quella col maggior bacino di utenza presieduta principalmente da dall’utente medio, semplicemente per il fatto che i musicisti che approdano per la prima volta al digitale non si impegnano in una spesa del genere, mentre i professionisti (inteso nel vero significato del termine) guardano oltre, verso macchine più specifiche e potenti.
In questa categoria i costi si aggirano tra un
minimo di 500 euro e un massimo di 1400.
Questi prodotti sono consigliati a chi già conoscere poco o tanto il digitale, possiede già delle minime conoscenze di routing, ed almeno la terminologia e i concetti basilari che caratterizzano il digitale. Se non si possiede almeno questa minima conoscenza consiglio, almeno per un primo periodo, di scegliere una Entry-Level altrimenti questi sistemi possono rivelarsi ostici e avvolte incomprensibili. Queste sono quelle che ho usato e ho avuto modo di conoscere:

BOSS GT-1000
La nuova versione della famosa serie GT di casa Boss si presenta con delle dimensioni leggermente più contenute rispetto a Headrush e Helix. Realizzata in metallo con fianchi in plastica è solida e abbastanza robusta, presenta 10 footswitch completamente e liberamente assegnabili a qualsiasi funzione, un pedale di espressione integrato anch’esso assegnabile a qualsiasi parametro o funzione desiderata. Un ampio schermo LCD monocromatico mostra tutti i menù utili per la gestione della macchina e l’editing dei preset. Sotto lo schermo sono presenti 6 knobs che oltre a servire per regolare i parametri dei vari effetti possono essere assegnate a qualsiasi funzione o parametro desiderato in modo da averli sempre velocemente sotto mano.
Nel comparto connessioni GT-1000 presenta le connessioni più comuni di categoria, ossia un Input, 2 Send/Return, Uscita Cuffie, e due uscite indipendenti XLR e Jack TRS, MIDI IN e MIDI OUT. Possiede inoltre l’uscita
Amp Ctl con la quale possiamo switchare i canali di un nostro amplificarore reale, ed è possibile collegare fino a 2 pedali di espressioni esterni o footswith on/off aggiuntivi. GT-1000 inoltre può fungere anche da Scheda Audio USB se collegata ad un computer.
Come per le altre pedaliere di questa categoria è possibile creare preset con signal routing in serie o in parallelo, spostare ed editare i blocchi effetto fino a realizzare preset anche complessi.
L’editing per la creazione di preset risulta molto semplice e immediata dal Editor da PC incluso mentre invece è abbastanza macchinoso dalla macchina, complice la struttura a menù e schede ripresa dalle precedenti versioni di GT. Particolarità di GT-1000 è la possibilità di essere
pilotata tramite Bluetooth con un dispositivo mobile come uno smartphone o un tablet, cosa unica e non scontata e che può tornare utile quando si vuole fare un editing al volo, o gestire il propri banchi e preset ma non si ha a disposizione un computer o non si vuole addentarsi nell’editing on-board.
I modelli di Amp sono solamente 10 e anche i modelli degli altri effetti non sono moltissimi, ma qualitativamente le simulazioni sono buone ed in linea con lo standard odierno, punto forte sono le modulazioni e gli effetti d’ambiente che da sempre sono il top di casa Boss. Boss GT-1000 utilizza un sistema proprietario per la simulazione di cabinet che si chiama AIRD ma, contrariamente a quando si dice nei social o dal passa-parola, anche GT-1000 può gestire gli Impulse Response. Per caricare i nostri IR in bisogna utilizzare un’applicazione apposita gratuita e fornita da Boss che si occuperà di convertire e salvare i nostri IR in GT-1000. Purtroppo gli IR caricabili sono solamente 4. Alla stessa stregua di Fractal AX8 la scelta di usare uno schermo monocromatico e la struttura a menù, sotto-menù e pagine rende la navigazione e l’editing on-board abbastanza ostico, soprattuto considerato che è una pedaliera introdotta nel 2018 questo mi ricorda molto le serie del decennio precedente.
Attualmente Boss Gt-1000 viene venduta per circa
890 euro.
Non sono rimasto molto impressionato da questa pedaliera, comunque mi sento di consigliarla a chi già conosce (e apprezza) i prodotti Boss nonché a chi vuole un digitale di qualità ma non intende dover affogare tra centinai di tipi di effetti. La navigazione on-board è ostica ma la possibilità di essere controllata sia da PC che da smartphone sopperisce a questa difficoltà. Quindi chi ha voglia di suonare ma non ama perdere troppo tempo in settaggi e impostazioni si troverà bene.

HEADRUSH PEDALBOARD
Headrush Pedalboard è l’evoluzione del famoso Eleven Rack. E’ realizzata in metallo con 12 footwitch e un pedale di espressione integrato. E’ davvero molto robusta e ovviamente pesante. Le dimensioni sono davvero molto generose tanto da renderla di fatto la pedaliera multieffetto più grande e pesante fra tutte, cosa che non agevola la trasportabilità. Caratteristica peculiare di Headrush è lo schermo Touch LCD da 7” a colori ed è proprio grazie ad esso che si gestisce interamente la pedaliera. La realizzazione di un preset (che Headrush chiama Rig) è molto semplice e intuitiva, infatti grazie proprio allo schermo touch basta selezionare l’effetto interessato e trascinarlo nella catena effetti. Tutti i parametri sono a video e possono essere modificati tramite le tre knobs presenti a destra dello schermo; queste 3 Knobs possono inoltre essere associate a 3 parametri preferiti ed essere subito a portata di mano. Dei 12 footswitch disponibili 8 sono liberamente assegnabili a qualsiasi effetto, parametro, scena o preset, mentre i restanti 4 hanno funzioni fisse e non modificabili assegnati a selezione preset, looper e tap-tempo. Anche il pedale di espressione integrato può essere assegnato a qualsiasi parametro ed è possibile collegarne un secondo esternamente. Headrush supporta Impulse Response di terze parti anche se con l’ultimo firmware 2.1.1 sono già disponibili ben 300 IR di fabbrica. Headrush può organizzare i preset in Setlist personalizzabili e con la nuova funzione Song è possibile organizzare i preset in un ordine specifico (sostanzialmente è la famosa “scaletta” del nostro live). Con il controllo Scene oltre ad attivare e disattivare simultaneamente i vari blocchi effetto si può persino sostituirne il modello indipendentemente per ogni scena. Headrush non dispone di nessun editor da PC anche se è tra le maggiori cose richieste dagli utenti.
Possiede le connessioni più comuni che una macchina di questa categoria deve avere, ossia un Input, Send/Return, Aux In, Uscita Cuffie, e due uscite indipendenti XLR e Jack TRS, ingressi e uscite MIDI. Headrush inoltre può fungere anche da Scheda Audio USB se collegata ad un computer. Headrush fra tutte le pedaliere (anche entry-level) è quella che
possiede il minor numero di modelli ed effetti, ma questa carenza è in parte compensata dalla qualità delle simulazioni. Punto forte di Headrush non è la quantità ma la qualità, molte simulazioni sono davvero ben fatte e tra tutte spiccano i modelli di amp e gli effetti di ambiente.
Purtroppo
Headrush lamenta di molti problemi e guasti che ne compromettono l’affidabilità. Facendo una ricerca sul web e nei social si viene facilmente a conoscenza che molti utenti si lamentano di problemi anche molto diversi; i più frequenti sono guasti alla presa USB (che impedisce quindi di collegare Headrush ad un computer) e la pedaliera stessa che non si avvia più (chiamato dagli utenti Rainbow Death). Headrush Pedalboard è stata immessa ne mercato in primavera del 2017 e dopo essere passati quasi 3 anni, i problemi riscontrati nelle prime unità sono gli stessi che si trovano nelle unità prodotte più recentemente. Questo fa pensare che non si tratti di un problema isolato o relativo solo ad un lotto specifico; ma il problema sembra esteso a tutte le unità prodotte e sembra verificarsi senza un apparente motivo. Headrush dal canto suo tace e non rilascia dichiarazioni e questo contribuisce ad alimentare la cattiva impressione che gli utenti si stanno facendo rispetto all’azienda, soprattutto nel web. Va detto che l’assistenza italiana gestita da Soundwave è di tutto rispetto e tra le migliori in circolazione.
Il prezzo attuale di mercato di aggira sui
900 euro.
Questa è una pedaliera che avrebbe potuto diventare qualcosa di veramente grande se non fosse per le problematiche che l’affliggono. Resta di fatto
la pedaliera più intuitiva e semplice che io abbia mai utilizzato. La consiglio a chi già mastica un po’ di digitale ma non vuole perdere ore e giorni nella creazione di un preset, visti i problemi noti consiglio di evitare l’usato non garantito e di acquistare un prodotto nuovo e soprattutto in Italia in modo da essere coperti da garazia italiana e assistenza Soundwave. Per saperne di più ho realizzato un serie di tutorial a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/playlist?list=PL9rKYirIjNCTZcH3b_0dQ5QDE2QDFoBCW

HEADRUSH GIGBOARD
Headrush Gigboard è di fatto una versione “mini” della sorella maggiore Headrush Pedalboard e pensata per essere una versione più portabile. Differisce da Pedalboard per via delle dimensioni molto più contenute, realizzata anch’essa in metallo presenta solo 4 footswitch e non possiede un pedale di espressione integrato anche se è possibile collegarne uno esternamente. Presenta lo stesso schermo LCD Touch da 7” ed anche il sistema operativo è lo stesso anche se l’interfaccia è stata leggermente modificata in quanto Gigboard non presenta le 3 Knobs sulla parte destra dello schermo come la sorella maggiore. Anche le connessioni sono in parte ridotte, abbiamo infatti un solo send/return e un’unica uscita Jack TRS, ma rimangono le uscite e ingressi MIDI. In aggiunta a Pedalboard abbiamo un ingresso Toe (per collegare un pedale on/off esterno) e l’uscita Ext Amp con la quale possiamo switchare i canali di un nostro amplificarore reale.
Anche Gigboard presenta le stesse funzionalità di Pedalboard quindi è strutturata in
Preset, Setlist e Scene, manca però la funzione Song presente solo in Pedalboard. Viene aggiornata anch’essa in contemporanea a Pedalboard e con lo stesso firmware inoltre i preset (o Rig che dir si voglia) sono compatibili e trasferibili su entrambe le macchine.
Dal momento che ne condivide il firmware è anch’essa carente di effetti i quali sono rimangono gli stessi per numero e qualità della sorella maggiore. Può essere utilizzata come Scheda Audio USB se collegata ad un computer ma come per Pedalboard non esiste nessun Editor da PC. Purtroppo condivide le
stesse problematiche di affidabilità di Pedalboard presentato gli stessi identici guasti e con la stessa incidenza. Gigboard è stata lanciata nel mercato in Autunno 2018 (un anno e mezzo dopo l’uscita di Pedalboard) ma fin da subito gli utenti hanno riscontrato le stesse problematiche descritte prima e, a distanza di un altro anno, sembrano ancora non risolte.
Come per prima è un grave colpo alla reputazione di questa azienda, stavolta addirittura doppio poiché gli utenti si aspettavano che col nuovo prodotto i problemi fossero stati risolti. Anche in questo caso un grande lavoro di assistenza la fa Soundwave che ormai si è guadagnata il rispetto di tutti.
Un’altra carenza è l’implementazione MIDI che è davvero basilare e con il quale si può far davvero l’essenziale; se questo era “passabile” su Pedalboard purtroppo non lo è in Gigboard dove l’esiguo numero di footswitch rendeva interessante e utile una implementazione MIDI migliore. Attualmente il prezzo di mercato si aggira intorno ai 550 euro.
Come per la sorella maggiore
la consiglio a chi vuole crearsi i propri preset in maniera intuitiva e semplice ma è disposto a rinunciare ad alcune funzioni e connessioni in favore alla trasportabilità. Anche in questo caso, visti i problemi che sembrano non ancora risolti, consiglio di evitare l’usato non garantito e di acquistare un prodotto nuovo e soprattutto in Italia in modo da essere coperti da garazia italiana e assistenza Soundwave. Per saperne di più ho realizzato una serie di tutorial a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/playlist?list=PL9rKYirIjNCTZcH3b_0dQ5QDE2QDFoBCW

LINE 6 HELIX
Line 6 è un marchio molto conosciuto nell’ambito dei prodotti musicali ed Helix è l’ultima incarnazione del loro Amp Modeller. E’ realizzata con uno chassis in metallo, presenta 12 footswitch di cui 8 completamente assegnabili e atri 4 a funzione fissa, ognuno con il proprio mini schermo LCD che mostra la rispettiva funzione assegnata. Un pedale di espressione integrato e la possibilità di collegarne altri 2 esternamente. La cosa che contraddistingue Helix sono le possibilità di connessioni, veramente tantissime: 4 send/return indipendenti, 2 uscite indipendenti XLR e Jack TRS, uscita Digitale AES, MIDI IN e OUT, s/pdif in e out, ingresso Instrument, Microphone, Aux-In e Variax. Presenta uno schermo a colori LCD e una serie di Knobs, Pulsanti e Selettori che servono per la gestione della macchina, la navigazione tra i menù e la realizzazione dei preset. I footswich sono capacitivi e si possono associare funzioni e altro semplicemente appoggiando un dito, senza premere! La potenza di Helix sta nella possibilità di creare preset davvero complessi inserendo fino a 8 blocchi effetto per linea, per un massimo di 4 linee! Potenzialmente potremmo inserire fino a 32 blocchi effetto (DSP permettendo). Il doppio processore (uno per linea) riesce a gestire anche i preset più pesanti. Helix può gestire fino a 4 segnali in ingresso e 4 uscite del tutto indipendentemente e nello stesso preset, naturalmente questo aumenta il carico di lavoro e riduce le possibilità creative. Si possono inserire fino a 4 modelli di amp per preset e 4 blocchi IR o Cab e via dicendo, le possibilità sono pressoché infinite. Non c’è nessun Impulse Response di fabbrica pre-caricato ma è possibile inserire i propri IR fino ad un massimo di 128. Può fungere da Scheda Audio USB se collegata ad un computer ed essere gestita dal comodo Editor per PC in dotazione. Helix è strutturata in Setlist, Preset e Snapshot. Questi ultimi corrispondono in un certo modo alle Scene presenti in altre macchine ma hanno una gestione più avanzata che li rendono unici. Helix presenta un numero impressionante di simulazioni, c’è da perdersi nel provarle tutte e grazie a questo e al numero di connessioni possibile la rendono una delle pedaliere più versatili. Se vogliamo trovare un punto debole in Helix è che la complessità, infatti per trovare un sound davvero cool e credibile bisogna armarsi di pazienza e imparare a lavorare con le varie regolazioni dei parametri e sopratutto con l’equalizzatore.
Costruttivamente trovo Helix la più fragile rispetto alle altre qui descritte. I footswitch e le knobs sembrano molto delicati e non così robusti da sopportare stress di utilizzo eccessivi. Molti sono gli utenti che durante l’utilizzo o semplicemente nel riporla in una borsa hanno rotto il selettore joystick.
Il prezzo medio di mercato di Helix attualmente è di circa
1300 euro.
Helix è una macchina meravigliosa, versatile e dalle mille possibilità, però
è la meno intuitiva. Se si cerca una macchina dal veloce utilizzo Helix non è la scelta giusta. Helix richiede tempo per essere programmata, tempo per ricavare un sound realistico e di conseguenza necessita che l’utente abbia un medio-alto livello di conoscenza del digitale. Macchina versatile quindi ma non per tutti, io la consiglio a chi conosce bene il mondo digitale e soprattutto ha tempo da perderci e da dedicare allo “spippolamento”.

LINE 6 HELIX LT
Helix LT è la versione più “leggera” dell’ammiraglia (chiamata anche Helix Floor) ma ne condivide le stesse funzionalità, simulazioni e potenza di calcolo.
E’ realizzata con uno chassis in metallo, anch’essa presenta 12 footswitch di cui 8
completamente assegnabili e atri 4 a funzione fissa, un pedale di espressione integrato e la possibilità di collegarne un secondo esternamente. Nella versione LT il numero di connessioni disponibili è stato leggermente ridotto rispetto alla sorella maggiore ma restano comunque molte: 2 send/return indipendenti, 2 uscite indipendenti XLR e Jack TRS, uscita Digitale AES, MIDI IN e OUT, ingresso Instrument e Variax. Come la Floor, presenza lo stesso schermo a colori LCD, la serie di Knobs, Pulsanti, Selettori e i footswich capacitivi. Nella versione LT i footswitch presentano solo dei Led colorati ma le funzioni associate ai vari pulsanti sono comunque visibili a schemo. Helix LT ha lo stesso processore dual-core di Floor e le funzionalità e le possibilità sono le medesime. Uguale è la quantità e la qualità delle simulazioni e degli effetti, il numero di segnali in ingresso e uscita gestibili indipendentemente come pure i 128 slot disponibili per caricare i nostri Impulse Response. Anche Helix LT può fungere da Scheda Audio USB se collegata ad un computer ed essere gestita dal comodo Editor per PC in dotazione. Costruttivamente trovo Helix LT alla stessa stregua di Helix Floor, quindi poco robusta sopratutto per footswitch e knobs. La versione LT lamenta un problema relativamente al pedale di espressione che sembra davvero troppo delicato, e che con un utilizzo eccessivo o con una pressione più generosa rischia letteralmente di rompersi. Questo è un problema noto a Line 6 che ha riconosciuto il problema a e ripara gratuitamente le unità con questo problema anche a garanzia scaduta. Il problema comunque sembra essere causato da una parte plastica fallata ed interessa un solamente lotto della prima produzione del 2017, attualmente pare che line 6 abbia risolto il problema.
Il prezzo medio di mercato di Helix LT attualmente è di
880 euro.
Come per la Floor, Helix LT è una macchina versatile e dalle mille possibilità che però
richiede tempo per essere programmata e un livello medio-alto di conoscenza del digitale. Io la consiglio a chi è attirato da tutte le possibilità e le caratteristiche di Helix ma valuta la Floor troppo costosa o con funzionalità che si può benissimo fare a meno (come il ridotto numero di connessioni e la mancanza dei mini LCD), perchè di fatto è la stessa macchina ad un prezzo e con funzioni leggermente più contenute.

FRACTAL AX8
Potrebbe benissimo stare nella categoria dei sistemi digitali professionali ma ho deciso di inserirla qui per via di alcune “mancanze” e caratteristiche che la rendono più in linea con i sistemi di questa categoria. La AX8 è il primo Amp Modeller di Fractal in versione floor. Da non confondere con FX8 che è solamente un multieffetto. AX8 di fatto è una Axe-Fx II in versione pedaliera, è realizzata in solido metallo, equipaggiata con 11 footswich e uno schermo LCD monocromatico. AX8 a differenza della concorrenza non ha un pedale di espressione integrato ma è possibile collegarne ben 4 esternamente. Fractal AX8 è davvero robusta e pesante, ma al tempo stesso compatta e pensata proprio per stare negli stage e sopportare ore di intenso utilizzo. Frontalmente vicino allo schermo sono disponibili tutta una serie di knobs e pulsanti per navigare nei menù e creare i propri preset, 8 manopole sono inoltre esclusivamente dedicate alla regolazione del tonestack del blocco amp, in modo da aver sempre a portata di mano i principali controlli dell’amplificatore simulato. La qualità sonora è di altissimo livello e Fractal ne è una garanzia; le simulazioni di amp, gli overdrive ma anche le modulazione e gli effetti di ambiente sono davvero realistici secondi solo all’ammiraglia di casa Fractal, la Axe-Fx III. Oltre alla qualità indubbia delle simulazioni AX8 ha anche una enorme quantità di modelli, oltre 220 tipi di Amp, 30 tipi di pedalini OD, e decine di modulazioni, delay e riverberi. I cabinet sono simulati solamente tramite Impulse Response e viene fornita con già oltre 175 IR di fabbrica e la possibilità di aggiungere altri 512! Di fatto AX8 ha le stesse caratteristiche sonore e funzionali di Axe-Fx II ma possiede un processore meno potente viste le dimensioni più contenute e la mancanza di aerazione forzata, pertanto le capacità di calcolo sono inferiori il che si traduce in un limite fisiologico dei blocchi inseribili in un preset, ma restano comunque moltissimi. Tutti blocchi inoltre presentano una visione X e una versione Y dove per ognuna possiamo associare un modello diverso e con parametri e caratteristiche indipendenti. In sostanza quando per esempio inserisco un blocco Amp, posso avere un Marshall JCM8000 su X e un Fender Princeton su Y; in questo modo di fatto il numero di blocchi sono il doppio! Il tutto poi è facilmente richiamabile a piacere con la funzione Scene. Per la realizzazione di un preset si può operare direttamente dalla macchina ma il piccolo schermo di certo non aiuta, oppure si può utilizzare l’Editor da PC che è davvero ben fatto e molto semplice da utilizzare. Con AX8 si possono realizzare preset molto complessi e routing di segnale anche molto intricati e particolari, tutto questo la rende una macchina molto complessa ma anche la più versatile e completa del suo genere.
Purtroppo AX8 diversamente da tutte le altre macchine anche di categoria inferiore,
non può fungere da Scheda Audio USB e l’unico modo per registrare rimane il classico collegamento tramite cavo XLR o TRS. Altra cosa che la rende carente rispetto alle altre concorrenti anche di fascia più bassa è che AX8 non possiede uscita cuffie, quindi l’unico modo per ascoltare in cuffia resta il collegamento al pc (tramite scheda audio esterna) o ripiegando in soluzioni alternative come per esempio collegandosi con tramite un preamp per cuffie ad una delle uscite o al send.
Per quanto riguarda lo schermo Monocromatico e la struttura in menù e sotto menù
mi ricorda molto le pedaliere anni novanta (del tipo Boss GT-6, GT-8) e per essere una pedaliera annunciata nel 2015 la considero una scelta alquanto anacronistica che ne aumenta la difficoltà e la complessità d’uso on-board. Sono queste le mancanze e le caratteristiche che mi hanno portato a inserire AX8 nella categoria semi-professionale. Di fatto è il sistema digitale più completo ed evoluto di questa categoria. Non sono noti particolari problemi ma è riconosciuto che la connessione USB non è sempre stabile, soprattuto con sistemi Mac, e la comunicazione con AX8-Edit avvolte vacilla, ma nulla che compromette l’hardware e il software della macchina. AX8 è rimasta in produzione fino all’inizio del 2019 ed il prezzo del nuovo era di circa 1400 euro. Attualmente si può trovare solamente nell’usato.
Consiglio AX8 a tutti quelli che conoscono bene i sistemi digitali e non hanno paura di perdersi nell’immensità di quanto ha da offrire. E’ un sistema molto complesso che offre moltissime possibilità sonore e creative; dopo che si ha capito come è strutturata la macchina e come lavora diventa tutto più semplice e immediato ma bisogna avere comunque delle nozioni di base e sapere quello che si sta facendo. Non è una macchina per tutti.

Sistemi Professionali

Questa categoria è quella che racchiude i sistemi digitali più evoluti in assoluto. Sistemi che sono stati pensati e realizzati per la produzione musicale e l’esecuzione live in grandi eventi. Questi sistemi sono stati realizzati secondo le esigenze dei chitarristi professionisti, hanno un costo elevato e per un utilizzo “da cameretta” sarebbero sprecati. Non sono pochi gli utenti di questa categoria, ma si contano in un palmo di mano quelli che sfruttano questi sistemi al 100%. In questa categoria i costi si aggirano tra un minimo di 1700 euro e si va a crescere.
Questi prodotti sono consigliati solamente a chi ha ben chiaro cosa fanno queste macchine e cosa gli serve che facciano.
L’utente ideale di queste apparecchiature dovrebbe avere molto di più che una semplice “infarinatura” per quanto concerne i sistemi digitali e il loro utilizzo. Sono strumentazioni pensate per i professionisti ma nulla ne vieta l’acquisto anche ad utenti meno esperti(portafoglio permettendo). Queste sono quelle che ho usato e ho avuto modo di conoscere:

KEMPER PROFILER HEAD
Kemper Profiler è stato il sistema che, con il suo lancio nel 2011, ha aperto la strada al digitale. Kemper è diverso da tutti gli altri prodotti, infatti non è un Modeller ma un Profiler. Imitato da molti con termini come “Tone Matching”, “Tone Capture”, “Rig Player”, la Profilazione è una tecnologia proprietaria e brevettata da Kemper il quale resta di fatto il primo, vero e unico Profiler. In sostanza microfonando un amplificatore, Kemper “scatta una foto” di quel amplificatore con quelle precise regolazioni e con quel cabinet ripreso con quel microfono: creando il “profilo” appunto. Quindi ogni profilo sarà una fotografia di uno specifica combinazione di amp, cassa, microfono e relative regolazioni. Si possono poi applicare vari effetti tra cui overdrive, distorsori, modulazioni, delay e riverberi. Dire che Kemper suona bene o suona male è improprio perchè la bontà delle simulazioni è data solo ed esclusivamente qualità dai profili caricati, i quali a loro volta dipendono moltissimo dalla strumentazione utilizzata (amp, cabinet e microfoni) e delle conoscenze in materia di ripresa audio.
Frontalmente Kemper presenta uno schermo LCD monocromatico con retroilluminazione di vario colore che cambia in base alla funzione o all’effetto selezionato, e tutta una serie di Knobs e pulsanti per la selezione e la regolazione dei parametri, e la navigazione tra i menù. Kemper Head è realizzato con una struttura in metallo che personalmente non mi sembra molto robusta, mentre i knobs e pulsanti sono in plastica e mi danno la sensazione di essere abbastanza delicati. Sul retro si presenta il comparto connessioni, formato dai basilari collegamenti che un sistema digitale deve avere: 2 ingressi, 2 uscite di cui una stereo (XLR e Jack TRS) e una mono (Jack), 1 send/return, s/pdif in e out, uscita cuffie e la possibilità di collegare fino a 2 pedali di espressione.
Kemper, diversamente dalla stragrande maggioranza degli apparecchi digitali,
non può essere utilizzato come scheda audio USB inoltre, sebbene sia stato più volte promesso, non ha ancora un Editor da PC anche se sembra che dovrebbe essere prossimo al rilascio. Per l’editing dei vari preset bisogna dunque affidarci completamente all’editing on-board dove la complessità dei menù e lo schermo monocromatico (che ricorda molto lo stile anni ’90) non aiutano molto. Fondamentalmente Kemper struttura i propri preset in 3 blocchi: “Stomp” dove possiamo aggiungere fino a 4 pedali in fronte all’amplificatore, “Stack” ossia il blocco amplificazione dove possiamo gestire e editare Amp, Eq e Cab, e infine il blocco “Effects” dove possiamo aggiungere altri effetti dopo l’unità di amplificazione tra cui Modulaizoni, Delay e Riverberi. Il numero di effetti disponibili non è così folto come la concorrenza ma fornisce l’ideale e l’essenziale per qualsiasi evento live. Kemper nasce per un utilizzo live, e naturalmente proprio per questo motivo non può essere utilizzato da solo, ma necessita di essere controllato da una pedaliera MIDI o dal suo controller dedicato (il kemper Remote). Come detto inizialmente il punto forte e unico in Kemper sta proprio nella simulazione degli amplificatori tramite profilazione. Purtroppo è una macchina che ha visto la luce nel 2011 e da allora (concettualmente e a livello hardware) non è mai cambiata. La mancanza di un Editor da PC e il piccolo schermo monocromatico rende l’editing e la navigazione abbastanza ostica e non in linea con le macchine più moderne, anche la mancanza di fungere da scheda audio e il routing essenziale fanno si che Kemper cominci a risentire degli anni che passano.
Si trovano varie versioni di Kemper: dalla versione Head (chiamata dagli utenti
Tostapane), alla versione Rack, entrambe con o senza finale di potenza integrato. In estate 2019 è stato lanciato nel mercato anche Kemper Stage, ossia una versione a pedaliera del classico Kemper, che però non ha nessuna miglioria o aggiunta rispetto all’originale del 2011.
L’attuale prezzo di mercato per Kemper nella sua forma più economica (Head non amplificato) è di
1700 euro e il prezzo del Remote di circa 450.
Kemper Profiler è un nome e una storia che di fatto è divenuto una garanzia, è il sistema digitale più utilizzato dai professionisti ancora oggi dopo quasi 10 anni dal suo debutto. Potrebbe sembrare che acquistare Kemper abbia senso solo per chi possiede dei veri amplificatori da profilare, ed evita così di portarsi in giro chili e chili di attrezzatura (ed in effetti è questo uno il principale motivo per cui i professionisti lo scelgono), ma in realtà si possono acquistare e scaricare davvero tantissimi profili molto validi e molto ben fatti, tanto che Kemper può essere un ottimo acquisto anche per chi non possiede dei veri amp da profilare.
Consiglio quindi Kemper a chi vuole dedicarsi a suonare e non a “spipolare; si carica il profilo che più ci piace e via! Pronti a suonare! Quindi per chi vuole un sistema professionale ma immediato, e non ha tempo o voglia di cimentarsi con la lunga regolazione dei parametri che caratterizzano i modeller, kemper è la scelta giusta. Attenzione però perché si tratta pur sempre di un sistema digitale abbastanza complesso, pertanto è necessaria una buona dose di conoscenza. Da tener presente che è necessario l’acquisto di un controller esterno, oppure si può optare per l’acquisto della versione Kemper Stage.

FRACTAL AXE-FX III
Axe-Fx III è l’ammiraglia di casa Fractal nonché il sistema digitale di tipo Modeller attualmente più evoluto. Terza incarnazione della serie Axe, è un sistema digitale unicamente in versione Rack 3U. Frontalmente presenta un grande schermo LCD a colori e 5 knobs che servono per regolare i parametri e le funzioni e sono assegnabili a controlli veloci. A destra dello schermo ci sono una serie di pulsati e un encoder utili per la navigazione e le più svariate operazioni, mentre ancora più a destra 4 knobs dedicate unicamente alla regolazione del volume delle 4 uscite.
Axe-Fx III presenta un
parco connessioni che non conosce eguali: 4 Input (di cui uno mono e gli altri stereo sia in versione XLR che Jack TRS), 4 Output stereo sia XLR che Jack TRS, Ingressi e Uscite Digitale AES, MIDI IN, MIDI OUT e MIDI THRU, possibilità di collegare fino a 2 pedali di espressione, Ingresso FASLINKII per il collegamento del controller dedicato e uscita Cuffie. Attualmente è il Modeller più potente esistente e con 4 processori (2 dedicati al suono, 1 alla GUI e 1 alla connessione USB) permette di fare qualsiasi cosa e creare preset anche molto complessi senza che il processore ne risenta minimamente. Come per tutta la serie Axe, Axe-Fx III permette la realizzazione di preset molto complessi con possibilità di routing anche molto elaborati. Le simulazioni e i modelli sono quanto di più realistico si possa trovare in circolazione e con il nuovo firmware Ares 11.00 Fractal ha raggiunto livelli di dettaglio fino ad ora mai sentiti. Anche la quantità delle simulazioni disponibili sono capogiro: oltre 260 tipi di Amp e 92 tipi di effetti! Le simulazioni di cabinet, vengono realizzate solamente tramite Impulse Response, Fractal mette a disposizione già 2200 IR di fabbrica e se non dovessero bastare è possibile caricarne altre 2048 personali.
Analogamente ad AX8 (che ha i blocchi X/Y) in Axe-FX III t
utti i blocchi possiedono 4 versioni chiamate Canali A, B, C e D nei quali si possono inserire modelli e parametri diversi e indipendenti. Questo di fatto quadruplica la già vastissima disponibilità di effetti! L’editing e la navigazione è molto comoda e agevolata grazie allo schermo grande e spazioso, ma è possibile gestire Axe-Fx III anche da Editor da PC, in questo modo l’editing risulta ancora più veloce e immediato. Axe-Fx III può fungere da scheda audio USB se collegata ad un computer ma è quasi come avere tra le mani un mixer digitale infatti possiede 8 In e 8 Out tramite connessione USB. Questo la rende ottima per la registrazione multitraccia e reamping vari. Axe-Fx III inoltre può gestire, in un unico preset, fino a 4 segnali in ingresso indipendentemente e contemporaneamente, e allo stesso mondo anche le 4 uscite. Prendere un Axe-Fx III per collegarci solo una chitarra sembra quasi sminuirla poiché può benissimo gestire contemporaneamente un cantante, un chitarrista, un bassista e tastierista!
Essendo un sistema Rack, a meno che non la utilizzate solamente in studio, non può essere utilizzata da sola, ma
serve una pedaliera per poter controllarla. La serie di pedaliere dedicate (FC6 e FC12) sono davvero molto semplici da utilizzare e gestire ma hanno un costo elevato, chi opta invece per il controllo tramite pedaliera MIDI dovrà però armarsi di pazienza nella programmazione che comunque in Axe-Fx III risulta molto veloce e semplice, molto più facile anche rispetto al suo predecessore Axe-Fx II. Per la vendita dei suoi prodotti Fractal si appoggia esclusivamente a g66.eu, unico distributore per l’Europa il quale applica una garanzia di 3 anni a tutti gli articoli venduti. Fractal Axe-Fx III attualmente si trova in vendita per 2600 euro mentre le pedaliere dedicate Fractal FC-6 e Fractal FC-12 sono vendute rispettivamente a 650 e 900 euro.
Axe-Fx III è il massimo che si può avere da un sistema digitale di tipo Modeller, visti i costi abbastanza elevati e tenendo conto che, in un contesto live, si deve considerare anche l’acquisto di una pedaliera per il controllo, consiglio Axe-Fx III a chi conosce veramente bene il mondo digitale, conosce per bene le potenzialità della macchina e confrontate con le proprie necessità lo reputa un acquisto giustificato. E’ un sistema molto complesso che offre infinte possibilità ed è pensato e realizzato per un utilizzo professionale. Non è una macchina per tutti, se non altro perché ha talmente tanto da offrire che il più delle volte non viene sfruttata nemmeno per la metà.


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