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Steve Lukather Gear

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Steve Lukather - Gear Tour 2019

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STEVE LUKATHER
GEAR TOUR 2019

di Roby Rocks
pubblicato su
www.robyrocks.it
il 3 Ottobre 2019

In questi giorni mi stavo documentando circa il sound del grande Steve Lukather durante quest’ultimo Tour 2019 e ho deciso di scrivere questo articolo condividere anche con voi la mia ricerca in modo da capire da dove proviene (a parte le dita ed il cuore) il suono di uno dei più grandi chitarristi della storia del rock.

Introduzione

Chi “segue” Steve e i Toto, saprà di certo che oltre ad essere un eclettico nonché virtuosissimo chitarrista dotato di una tecnica impressionante, è anche un grande sperimentatore e ricercatore del “suono ideale”. La caratteristica del Luke-Sound, ancora oggi marcatamente ’80 style, è essere al servizio della band e del brano in esecuzione. Il suo suono, nonché le sue linee melodiche, sono sempre “in linea” e al servizio del pezzo, motivo per cui il buon Steve viene anche molto studiato a scuola e nei libri didattici per chitarra.


Nel corso della sua carriera Steve ne ha cambiate di chitarre e di amplificatori, ma da ormai un bel po’ di anni tutti noi lo conosciamo per l’accoppiata MusicMan + Bogner (“…’sti artisti si innamorano del loro connubio preferito e raramente lo mollano; un po’ come quell’altro gigante della musica, ma lui è innamorato di Fender+Hiwatt”).


Per la prima volta mi sono messo seriamente a “
studiare” non il suono, non la tecnica, non gli assoli, ma la strumentazione (ossi il rig, il gear, o come volete chiamarlo) di Lukather, e ho scoperto con mia sorpresa e ammirazione che, a parte qualche pedale “signature”), utilizza normalissimi pedalini che ognuno di noi può acquistare in qualsiasi negozio ben fornito. Certo, ci sono pedali anche abbastanza costosi, ma nulla di introvabile, e nulla di “custom” o di veramente vintage da dover vendere un rene, la casa, la moglie per poter permetterselo (n.d.r. riguardo cosa è costoso o no è tutto relativo).

Quindi, sostanzialmente, io che fra le altre cose sono un grande fan del buon
Zio David, mi sono davvero sorpreso nel vedere che lo Zio Steve non usa costosissimi pedali Cornish o pedali talmente rari da essere quasi d’antiquariato (es. Big Muff Triangle, Electric Mistress, Boss CE2, ecc), ma usa normalissimi pedali “de noialtri”, e ripeto: alcuni sono costosi, ma nel complesso possiede una pedaliera che è possibile realizzare con pezzi che sono tutt’ora in produzione e nel mercato.

Storia diversa per gli ampli, quelli costano e Bogner se li fa pagare a peso d’oro. Eravamo abituati a vedere il Lukather con il
Bogner Ecstasy, ma ha cambiato amp e lo vedremo lo più avanti. Comincio quindi con la descrizione del rig attualmente in uso (2019). L’ordine l’ho scritto esattamente seguendo il cablaggio che il suo tecnico (Jon Gosnell, che da anni lavora con Steve) ha descritto nel video che ho linkato sotto.

Le Chitarre

Ovviamente sono tutte MusicMan (a parte l’acustica), Steve va in Tour con una coppia di Luke III con configurazione HSS e un’altra coppia con configurazione HH, alcune con accordature non standard. Ha poi una quinta Luke III customizzata che chiama “Sammy” (sempre HH) e come acustica una Yamaha LL16D ARE a 12 corde.

Il Rig


Dalla chitarra (via Wireless) arriva alla Pedalboard (realizzata su intelaiatura di Pedaltrain) e segue questa catena:

RJM Tone Saver
(Buffer)

HardWire HT-6
(Polyphonic Tuner)

Xotic SP
(Compressore)

MXR Uni-Vibe

Jam Pedals Waterfall
(Chorus)

Boss FV-500L
(Volume)

Jam Pedals Wahcko
(Wha)

Toneconcept The Distillery The Luke
(Ovedrive)

TCJ Effects The Bombastortion
(Solo Lead)

Rodenberg GAS-789 SL
(Overdrive e Clean Boost)

Strymon Lex
(Rotary Sim)

dallo Strymon Lex (in mono) esce ed entra nella testata Bogner Helios.
Lukather utilizza la Helios (testata mono-canale), impostando l’unico canale disponibile come “
pulito” con un leggerissimo gain.
Da qui esce dal
Send (FX-Loop) della testata per tornare in pedaliera e proseguire (sempre in mono):

MXR Smart Gate
(Noise Gate)

Gurus Echosex 2
(Delay)

TC Electronic Flashback
(Delay)

Strymon BlueSky
(Reverb) [dall’uscita del BlueSky il segnale è Stereo]

Digitech Hardware DL-8
(Delay) [ne usa 2: uno con delay corto e uno lungo]

Dall’ultimo DL-8 esce (in stereo) e rientra del Return (FX-Loop) del Bogner Helios.
Le testate essendo naturalmente con
Return mono, Lukather ne utilizza 2 (una per il canale destro e una per il sinistro), ognuna con la rispettiva cassa Bogner 4x12 microfonata con semplicissimi Shure SM57.
La terza testata che si vede durante i live è inattiva e funge da “
backup” nel caso una delle due in uso avesse un guasto.


La cosa curiosa e al tempo stesso interessante è che, contrariamente a quello che solitamente viene consigliato, Lukather posiziona le modulazioni (UniVibe e Chorus) prima del Wha e prima degli Overdrive/Booster. Questa è la prova che non esistono reali regole da seguire nella progettazione di una catena effetti, e come sempre usare l’orecchio e il gusto personale è sempre la strada giusta da seguire.

Links

Di seguito riporto i link dell’attrezzatura qui nominata:

Fonte: TC Electronic https://youtu.be/i5GIrg3pojI

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